Una serie di percorsi guidati che ti faranno scoprire l’importanza artistica, storica e architettonica di Bari, una delle prime città multietniche d’Italia, porta d’Oriente piena di fascino e storia.

PALAZZO FIZZAROTTI

Il palazzo, su volere del proprietario, il banchiere Emanuele Fizzarotti, sito su Corso Vittorio Emanuele II, fu radicalmente ampliato negli anni 1905-1907 dall’ingegnere Ettore Bernich e dall’architetto Augusto Corradini. Essi accostarono liberamente il gotico veneziano all’architettura pugliese del XIV secolo. Si presenta come un imponente edificio in stile eclettico. Molti degli stilemi del romanico pugliese vengono fusi con diverse tradizioni architettoniche.


PALAZZO DELL’ACQUEDOTTO

Nel 1924 l’Ente Acquedotto Pugliese si dotò di una sede centrale, affidando a Cesare Vitantonio Brunetti un edificio in Via Cognetti, a poca distanza dal mare. L’imponente candida facciata bugnata che corre attorno ai quattro lati dell’edificio dona l’aspetto inespugnabile di una fortezza. Tuttavia, varcato l’accesso, si possono ammirare gli splendidi interni scaturiti in ogni minimo particolare dalla fantasia liberty di Duilio Cambellotti: il tema dominante è quello dell’acqua, che viene proposto nei grandi affreschi della Sala del Consiglio, nei pavimenti, negli intarsi in legno e madreperla degli oltre 140 mobili originari.


CORTI ED EDICOLE VOTIVE BORGO ANTICO

Caratteristici vicoli ciechi su cui si affacciano più famiglie, parte integrante delle case con archi che proteggono dal maltempo e rallentano la forza del vento che racchiudono le edicole votive, sacre immagini di santi, Madonne e protettori vari, che numerose, e intoccabili vengono assiduamente adornate da fiori freschi e da lumini sempre accessi, un perpetuarsi  dell’antica religiosità dei baresi che solennemente si rinnova ad ogni angolo, ad ogni strada ed ad ogni via, con un riverente ed immancabile ossequio, il segno della croce. La devozione popolare è infatti molto forte e nella città vecchia si possono raccontare circa 240 edicole votive.


BARI SOTTERRANEA E IL SUCCORPO DELLA CATTEDRALE

Un viaggio urbano nel sottosuolo archeologico di Bari che racconta la storia della città dalle sue radici più profonde. Un’emozionante scoperta di un’altra città “sotto la città”, fatta di luoghi che ripercorrono la memoria Storica della Città nei secoli. Il percorso prende il via dal Castello Svevo, attraversando l’area archeologica di Palazzo Simi sede del Centro operativo per l’Archeologia di Bari fino ad arrivare al Succorpo della Cattedrale romanica, area di straordinario interesse storico e archeologico che racchiude resti stratificati risalenti ad una fase compresa tra l’età romana e il Medioevo. Negli ambienti del Succorpo si dispiega un’articolata area archeologica il cui elemento di maggior pregio è il mosaico policromo voluto da Timoteo, intorno al VI secolo d.C., per decorare la Basilica di S. Maria.


BARI MURATTIANA

Il quartiere Murattiano di Bari si estende tra la ferrovia e la costa con strade a reticolo ortogonale e costituisce assieme alla Città vecchia l’odierno centro della città. l quartiere prende nome da Gioacchino Murat, il quale iniziò, durante il suo governo a capo del Regno di Napoli (che gli fu assegnato da Napoleone Bonaparte, del quale era cognato), la costruzione della nuova zona barese a ridosso dell’antica città medievale. La prima casa del nuovo borgo fu costruita nel 1816. Fu infatti Murat a promulgare il decreto di costruzione del borgo nuovo in una zona pianeggiante a sud del vecchio centro, mentre le mura che cingevano la città vecchia vennero smantellate nel 1820.


PRESEPI NELLA TRADIZIONE BARESE

Durante le Festività Natalizie cittadini privati, circoli e parrocchie si animano allestendo un percorso presepiale con un obiettivo però identico, celebrare il Natale, declinandolo secondo le usanze e le peculiarità della parte più antica della città. Sono sei, le natività sparse fra i vicoli e le piazzette, il presepe di San Pietro Vecchio a cura dei residenti dell’omonima corte, quello dell’arciconfraternita Santissima Trinità e dei Santi Medici “Jesse e trase”, il presepe “du settane”, quello francescano in via delle Crociate, il presepe allestito dal sacrista di San Luca.


PINACOTECA METROPOLITANA DI BARI

La Pinacoteca di Bari “Corrado Giaquinto” intitolata all’omonimo pittore settecentesco, tra i più importanti musei artistici italiani. Fu istituita il 12 luglio del 1928 ed inizialmente ospitata nel locale Palazzo del Governo. Nel 1936 la sua sede fu trasferita nelle sale del Palazzo della Provincia, sul Lungomare di Bari, dov’è tuttora custodito il suo ingente patrimonio artistico. La Pinacoteca di Bari offre al visitatore un ampio e articolato panorama della cultura artistica pugliese o in rapporto diretto o indiretto con la Puglia. Il materiale attualmente esposto comprende una sezione medioevale, dipinti veneti del XV e XVI sec. provenienti da numerose chiese di tutta la Puglia, pittura pugliese tardo ed alto medioevo di scuola napoletana alto medioevale, e ovviamente una sezione di dipinti di Corrado Giaquinto.


CASTELLO NORMANNO SVEVO

Imponente fortezza che si erge ai margini della città vecchia. Reperti risalenti all’epoca romano-greca hanno indotto gli esperti a riallacciare l’esistenza della fortezza barese già ad epoche antiche. D’altronde già Orazio recitava negli Annali di Tacito sull’esistenza, nell’antica Barium, di un luogo fortificato la cui collocazione potrebbe coincidere con una parte del castello attuale. La fortificazione medioevale risale al 1132, rimaneggiato poi da Ferdinando d’Aragona, fu poi da questi donato alla famiglia ducale degli Sforza. Questi ultimi disposero l’ampliamento e l’ingentilimento della rocca che poco dopo passò nelle mani della figlia Bona, regina di Polonia, che vi morì nel 1557. In seguito la costruzione, ritornata sotto i re di Napoli, fu adibita a prigione e caserma. Il 3 ottobre 2017 riapre con delle sale strutturate e nuovi reperti in mostra.


BASILICA DI SAN NICOLA

Fu costruita in stile romanico tra il 1087 e il 1197, durante la dominazione normanna. L’edificazione della basilica è legata alle reliquie di san Nicola, traslate da sessantadue marinai baresi dalla città di Myra, in Licia, e giunte a Bari il 9 maggio 1087. Le reliquie vennero ospitate provvisoriamente presso il monastero di san Benedetto retto dall’abate Elia, il quale promosse subito l’edificazione di una nuova grande chiesa per ospitarle. Fu scelta l’area che sino a pochi anni prima aveva ospitato il palazzo governatore bizantino. La costruzione della basilica si concluse nel 1197, anno a cui si risale da una pergamena. La lapide di consacrazione del 1197 che alcuni interpretano come fine dei lavori era un atto devozionale dell’imperatore Enrico VI che, a ricordo del padre Federico Barbarossa, partiva per la Crociata chiedendo la benedizione di san Nicola. Nel 1968, Paolo VI elevò il tempio alla dignità di Basilica pontificia.